Archivio per Maggio, 2008

Voglio trovare

Posted in Riflessioni con i tag , , , , , on Maggio 19, 2008 by tooby

Può succedere che a un certo punto ti ritrovi a riflettere sullo scopo della tua vita, ed accorgerti che quelli che sembravano i tuoi fini, in realtà non sono altro che dei mezzi per arrivare ad un fine che non conosci e che non sai neppure esistere.

La vita può avere un senso o forse no.

Forse non ce l’ha… e allora è il caso di trovare qualcosa di interessante da fare finché sei vivo.

Almeno non rischi di annoiarti aspettando la morte…

H

Posted in Persone & sentimenti con i tag , , , on Maggio 11, 2008 by tooby

H. è un personaggio di un anime.

Non mi fraintendere: se pensi che un anime (o un cartone animato in genere) è roba per bambini, posso solo dirti che il Moige è riuscito nel suo intento e ti ha lavato il cervello per bene. Far credere che i cartoni animati sono per bambini. Non è così, e se lo sono è perché gli anime vengono censurati senza preavviso. Probabilmente non hai neppure idea di cosa succede quando un anime esce dal territorio giapponese: viene tagliato, sminuzzato, ricolorato e dilaniato da censure che spesso non sono neppure giustificate. Una bella parte di Kill Bill – Volume I è un anime, ti sentiresti di dire che Kill Bill è un film per bambini? Le teste cadono che è un piacere, il sangue sgorga come fosse petrolio dal sottosuolo. Lo chiami film per bambini? Io no. Se sei ancora convinto che i cartoni sono solo per bambini, per favore, buttati da una altezza sufficiente almeno a ridurti in coma irreversibile, perché i tuoi eventuali figli faranno una brutta fine. Lo faccio per loro, non per te.

Quindi, non ti stupire se parlerò di anime, perché è come se stessi parlando di un film. Se ti stupisci lo stesso, o ti fai un’idea sbagliata di me, posso solo dirti che sei un ipocrita bigotto. No, inutile che ti lamenti, peggiori solo la tua situazione. E per quanto mi riguarda puoi chiudere questa pagina e tornare a vedere la partita in tv o a masturbarti o a fare simili azioni da maschio. Un maschio, certo, ma mediocre, molto mediocre. Ah, sei una ragazza? La buona considerazione che ho delle ragazze non mi fa credere che tu sia tanto anatra da non aver capito quello che ho detto. Ma se lo sei, spero tanto di non conoscerti.

Si tratta solo di chiusura mentale: se sei chiuso mentalmente, maschio o femmina che sia, fammi il piacere di non tornare qui, perché non capiresti niente e se anche capissi qualcosa, avresti capito male. Anzi, vienimelo anche a dire che non sei d’accordo, così ti cancello dalla lista degli auguri di Natale e siamo felici tutti e due. Di gente così ne ho conosciuta fin troppa, è ora di sfoltire l’agenda.

Ok, torniamo a H. Ha importanza di quale anime io stia parlando? No, quindi non chiedermelo: è opinabile saperlo. Le cose vanno estrapolate dal contesto in cui sono immerse: se non ce la fai, mi complimento con te. Hai lo spessore di un foglio di carta. Quella è la lunghezza. No, quella è la larghezza. lo spessore è la terza dimensione: è spesso qualche decimo di millimetro. Bravo, ce l’hai fatta. (Bravo, maschile, per la considerazione delle donne di cui sopra).

Parlavamo di H. H. è una ragazza (si capisce dal nome…se non l’avevi capito, fatti ricoverare). Lo scrivono in katakana, quindi non significa niente. Scrivendolo in kanji, H. diventa “un luogo baciato dal sole” (la traduzione letterale è meno poetica, ma non sono un ragioniere).

Te lo dico fin da subito: nomen omen, in questo caso, non vale una cicca. H. non c’azzecca nulla col sole: non è bionda, non è solare e per quel che mi riguarda fisicamente non è neppure particolarmente bella. Ma per me è un nome azzeccato: non posso spiegarti perché, quindi non chiedermelo. Posso dirti che il suo segno zodiacale è una simpatica coincidenza.

Perché ti sto rompendo le scatole con questa H? Perché è introversa. Che vuoi farci, ho un debole per le introverse. Questo me la fa vedere bella. Non sto dicendo il contrario di poche righe fa: io guardo oltre il maglione viola. Penso di avere fatto una scrematura dei miei lettori, quindi non serve dire che sei un coglione. Se hai pensato male, sei uno di quelli che avevo accompagnato alla porta prima. E comunque sì, senza vestiti pesanti H migliora. Bianco con il rosso fa rosa, ed è un colore che non mi piace. Se non hai capito perché ho detto questa frase, hai l’acume di una foca.

Ma non è questo il punto. H è un’introversa. Manca di autostima (ma self-confidence mi piace di più). Ha molte potenzialità. Ma il suo carattere introverso non gliele lascia esprimere. Una sua frase è decisiva per capire: «Io voglio cambiare me stessa in qualcosa…qualcosa di meglio!». La determinazione è una sua prerogativa, ma è energia diretta verso il nulla. Non sa cosa vuole diventare: tenta di cambiare, ma non sa in cosa, quindi non riesce a dare un senso alle sue azioni. Ne riparleremo.

Ho un debole per questa ragazza. Non mi sono innamorato di un cartone: è l’idea (nel senso che le attribuirebbe Platone, ovvero un’idea iperuranica) che H rappresenta a colpirmi. Ho varie teorie per spiegare questa mia affezione, ma non le dirò adesso. Basti sapere che ho un debole per le introverse. E non solo.

La mia forza e la mia debolezza: di introverse-come-dico-io ce ne sono poche. Di H (ovvero un corpo plasmato dal demiurgo su quella idea), nel mondo reale, temo ancora meno. E il difficile è distinguere fra le ragazze introverse e quelle che sono semplicemente stronze: se tutto va bene, in quest’ultimo caso, sono delle caste puttane. Come tali da evitare.

Non ho finito con H. E potrai non averlo capito, ma in questo articolo ho aperto tante porte a nuovi articoli e detto cose che neppure immagini. Questo è il bello di parlare per metafore. Se non ti piace, mi chiedo come hai fatto ad arrivare sino a qui. Forse non sei così male come pensavo, e forse neppure lo sai. Se ti va, scrivi un commento e dimmi che ne pensi di tutto questo. Fai con comodo.

Se non lo hai fatto, intanto, leggi l’introduzione. Ti chiarirà le idee.